mercoledì 31 marzo 2010

LEGNAGO. Partirà a metà aprile il nuovo mercatino con prodotti locali istituito dal Comune con il consorzio Veronatura

Da l'Arena del 30/03/10 pag. 46

Ciliege a dicembre, asparagi in agosto e pesche a gennaio? Giammai. Così come i clienti, oltre a seguire nei lori acquisti l’orologio della natura, dovranno rinunciare a far scorta di banane, ananas ed altra frutta esotica. E nella borsa della spesa non finiranno nemmeno le cipolle calabresi, i tartufi di Norcia e gli agrumi siciliani. Filiera corta, direttamente dal produttore al consumatore senza intermediari e con prodotti coltivati localmente e raccolti magari in campagna soltanto poche ore prime, è infatti la filosofia del nuovo mercatino a chilometri zero che partirà a metà aprile a Legnago.
Con l’intento di permettere al consumatore - ogni giovedì mattina, nell’area pedonale racchiusa tra via Duomo e piazza della Libertà dove arriveranno una ventina di ambulanti - di fare provviste di frutta, verdura, riso ma anche di prodotti agricoli trasformati, dai latticini all’olio ai salumi, che rispettino una serie di criteri imprescindibili per Veronanatura: il consorzio collegato alla Coldiretti sorto nell’agosto del 2008 ed arrivato a contare un centinaio di soci presenti a rotazione, con i loro banchi, in 20 piazze veronesi. «Questo mercato itinerante», ha sottolineato Franca Castellani, presidente di Veronatura, presentando ieri in municipio l’iniziativa con Filippo Moroni della Coldiretti e l’assessore alle Attività produttive Nicola Negri, «è stato infatti pensato per valorizzare l’agricoltura locale e tutelare i consumatori con un’offerta incentrata sulla tipicità, sulla freschezza, sulla qualità e sull’origine certificata dei prodotti. Senza trascurare poi la stagionalità visto che ormai l’80 per cento della merce distribuita nei punti vendita tradizionali va contro stagione».
«Non va poi dimenticato», ha aggiunto Moroni, «il rapporto qualità-prezzo. Nei mercatini di Veronatura, dove è previsto un rigido controllo degli espositori per avere la certezza della provenienza, i prezzi praticati sono infatti inferiori di almeno il 30 per cento rispetto a quelli riscontrabili consultando il servizio informatico "Sms Consumatori" del ministero delle Politiche agricole. Ecco perchè non avrebbe senso commercializzare frutta o verdura acquistate ai mercati generali: significherebbe, infatti, vendere sotto costo».
Coldiretti e Comune vigileranno comunque sul nuovo mercatino, che è stato approvato all’unanimità nell’ultimo Consiglio. «L’obiettivo», ha spiegato Negri, «è quello di rilanciare l’economia territoriale e garantire al consumatore un’alternativa all’insegna del risparmio e della genuinità senza per questo alimentare forme di concorrenza sleale. Anzi, sarà l’occasione per assicurare un traino alle attività di vicinato ed attirare visitatori in città». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gianfranco Passarini, vice presidente della Coldiretti cittadina: «Questo mercatino costituisce un importante incentivo per le oltre 2000 aziende agricole del legnaghese, che potranno così aspirare ad una giusta remunerazione ed incrementare i loro redditti tanto più in un periodo di grave crisi specie per la melicoltura ed il settore cerealicolo in cui si vende ma si stenta a coprire le spese».

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