martedì 9 marzo 2010

Legnago - Tutta Vigo scende in piazza per salvare le elementari

Da l'Arena del 09/03/10 pag. 32

«La legge parla chiaro: per fare una classe è richiesto un minimo di 15 alunni. Quindi, se le cose non cambieranno e gli iscritti resteranno nove quanti sono oggi, il prossimo anno scolastico alle elementari di Vigo non partirà la prima» Più che il freddo pungente di una giornata iniziata con il termometro sotto zero sono state le parole di Oriano Modenini, dirigente del primo circolo didattico di Legnago, a raggelare il sangue alle famiglie dei bambini radunatesi ieri mattina, con centinaia di compaesani, nel piazzale antistante la «Gianni Rodari».
A tranquillizzarle non è bastata di certo la rassicurazione «che la scuola non chiuderà» lanciata subito dopo dallo stesso Modenini. Tanto che, pur senza trascendere in scontri aperti, non sono mancate le proteste nel sit-in organizzato in via Rovigo con un unico obiettivo. Lo stesso per cui si sono mobilitati, accanto al neonato comitato genitori, le associazioni e tutti i gruppi locali con in testa il parroco don Lino Ghirelli: quello «di garantire la continuità al plesso messa a rischio dai tagli della riforma Gelmini». Tutt’al più ricorrendo «ad una pluriclasse in attesa di accogliere i 17 bambini che usciranno dalla materna nel 2011». Un’alternativa, che è stata però scartata in partenza da Modenini «essendo una soluzione di scarso valore educativo». Ma a Vigo non sono disposti a gettare la spugna tanto facilmente. Il trasloco seppur temporaneo dei remigini in altri istituti della città è visto infatti come «un inaccettabile impoverimento a scapito di una scuola modello frequentata attualmente da 70 alunni, dove viene garantito il tempo pieno con 40 ore settimanali ed un servizio di baby sitting gratuito gestito da volontari fino alle 17.30». E per dar corpo alle loro ragioni le famiglie hanno ricordato «i 500mila euro investiti nel 2000 da Comune e Regione per ammodernare l’edificio scolastico». Oltre al fatto «che la frazione è arrivata a contare 1.700 residenti e che sono in corso corposi interventi edilizi che aumenteranno ulteriormente gli abitanti».
Da qui l’idea di scendere in piazza, con cartelli ineggianti alla difesa delle elementari, dopo il sostegno unanime incassato giovedì scorso dal Consiglio comunale che ha approvato un ordine del giorno d’urgenza per indurre la dirigenza a costituire la classe prima. Tuttavia la manifestazione, trasformatasi in un’affollata passerella pre-elettorale calamitando a Vigo, come api sul miele, i big in corsa per le Regionali di marzo - da Massimo Giorgetti a Raffaele Bazzoni del Pdl da Franco Bonfante a Roberto Uboldi del Pd passando per il leghista Vittorino Cenci - non ha sortito l’impegno immediato atteso dall’intero paese con in prima fila l’ex sindaco Silvio Gandini. Ma non è ancora detta l’ultima parola come ha assicurato il sindaco Roberto Rettondini intervenuto al raduno in piazza con l’assessore all’Istruzione Maurizio De Lorenzi. «La logica deve prevalere sui numeri e tenteremo perciò ogni strada per centrare un risultato vitale per un centro in forte espansione che ha diritto alla sua scuola», ha rimarcato il primocittadino. «A questo proposito», ha aggiunto, «giovedì incontrerò con De Lorenzi il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale per cercare di risolvere la questione».

1 commenti:

  1. Se la legge parla chiaro, ogni classe sotto i 15 alunni è fuori dalla legge.Se modenini la fa lo stesso è lui a contravvenire, o no?

    RispondiElimina